VINCENTE PIGLIATUTTO: risultati che fanno male

Le Olimpiadi di Rio sono finite da poco (a breve partiranno le Paralimpiadi, 7 settembre). Tornati alla vita di tutti i giorni, ci godiamo l’eco ed il riverbero delle imprese sportive e dello Spirito Olimpico, come se la fiamma della fiaccola stia ancora scaldando i nostri cuori di sportivi.

Accanto a questa emozione, a questa meraviglia, possiamo trovare, purtroppo, anche episodi meno felici. Come abbiamo infatti scritto nel nostro articolo pre-olimpico, Rio è arrivata accompagnata da una serie di polemiche legate ad uno Sport che è ben lontano dall’essere quella splendida metafora di vita che rappresenta in realtà. Il nostro augurio era che queste polemiche lasciassero spazio proprio allo Sport in quanto gioco, sfida, superamento di sé e dei propri limiti.

È notizia di pochi giorni fa che in Zimbabwe, pare che il Presidente abbia avuto parole pesanti per gli atleti dello Stato Africano, rei di non aver conquistato neanche una medaglia alla manifestazione Brasiliana (raggiungendo al massimo un 8° posto).

Nello specifico, sembra che il Presidente abbia dichiarato

“Abbiamo sprecato i nostri soldi, i soldi del Paese. Se non siete pronti a sacrificarvi e vincere almeno una medaglia di legno […] allora perché ci fate buttare via i nostri soldi?”

A queste parole, inoltre, l’intenzione del Governatore dello Zimbabwe pare sia quella di farsi restituire dagli atleti tutti i soldi che la nazione ha investito su di loro nella preparazione all’Olimpiade. Un episodio simile apre a molte riflessioni (alcune già affrontate da me in post precedenti), che cercheremo di riassumere.

 

 

VINCENTE PIGLIA TUTTO

Jacques Attali, ad Olimpiadi in corso, ha scritto un interessantissimo articolo nel quale portava a riflettere su come la vittoria venga utilizzata come unico metro per il successo in molti ambiti della nostra vita, Sport compreso.

“Soltanto i vincitori occupano il posto centrale. O è medaglia d’oro o è fallimento. […] Il vincitore prende tutto.”

Queste parole suonano sinistramente coerenti con l’episodio in Zimbabwe dove, con le dovute proporzioni, il ragionamento è stato: o medaglia o disastro.

Ma cosa comporta un simile punto di vista in un’ottica, sportiva ed extra-sportiva, più ampia?

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CHE INVESTIMENTO È LO SPORT?

Immaginate ora che, improvvisamente, i vostri genitori vengano a richiedervi indietro i soldi di tutte le vostre annate passate a fare sport, di tutti i soldi spesi in iscrizioni, materiali, trasferte, ecc…

Il motivo di tale richiesta?

Non avete mai vinto niente o non siete nemmeno arrivati a fare i professionisti. Non siete al top, insomma.

Lo Sport non può essere un investimento che da garanzie di risultati, dal momento che non possiamo controllare tutte le sue componenti e le sue sfaccettature. Inoltre, quando si parla di Sport, non sempre i risultati sono tangibili o quantificabili in medaglie. Non credo che gli atleti dello Zimbabwe, per esempio, siano arrivati alle Olimpiadi senza fare sacrifici e non credo nemmeno che, una volta lì, dopo anni di sudore, abbiamo scelto deliberatamente di non impegnarsi.

Gli atleti, a differenza di altri, sanno riconoscere il valore di un argento, di un bronzo, di un record personale o semplicemente della partecipazione ad un evento che li qualifica tra i migliori atleti mondiali.

2 giorni fa la squadra Under12 del Barcellona calcio ha consolato i coetanei di una squadra giapponese che, dopo essere stata sconfitti proprio dai Blaugrana, stavano piangendo per la disperazione. Questo è un esempio di come non solo gli atleti capiscano e riconoscano il valore del loro lavoro, ma di come, se educati, lo sappiano riconoscere già da bambini!

 

 

SPORT E VISIONE SISTEMICA

Daniel Goleman nel suo recente libro “Focus” parla dell’importanza di insegnare e sviluppare ad avere una visione sistemica, ovvero un’attenzione che prenda in considerazione i fenomeni in una cornice più ampia, facendo valutazioni globali e sul lungo periodo. Lo stimolo è quello di superare valutazioni affrettate e basate su impressioni fugaci, cercando scorciatoie.

Pensare che o si vince o si è fallito è un tipico esempio di valutazione affrettata e fondata sulla rabbia e sulla frustrazione del momento. Ragionare in termini così esclusivi, infatti, impedisce di valutare gli eventi con senso critico ed obiettività, bloccando, inoltre, ogni possibilità di miglioramento per il futuro.

Nello Sport possiamo controllare un sacco di componenti legate alla prestazione. Fatto questo, la presenza delle capacità e della preparazione dei miei avversari sono un aspetto dal quale non si può prescindere, altrimenti ognuno di noi avrebbe le proprie Olimpiadi, i propri record del mondo ed un sacco di medaglie da mostrare ad amici e parenti. Tutti faremo degli investimenti con risultati garantiti.

 

 

CHIUDIAMO IL CERCHIO

Prendersela con degli atleti che non hanno vinto neanche una medaglia tanto da farsi ridare i soldi investiti su di loro è un punto di vista coerente con quello portato in luce da Attali, un punto di vista in cui c’è spazio solo per il vincitore e qualche briciolo di compassione, delusione o rabbia per gli altri partecipanti.

La logica che conta solo chi vince è pericolosa perché mette in secondo piano tutte le capacità e le risorse di chi, con molto impegno e sacrifici, è arrivato o sta provando a dare il meglio di sé, sia nello Sport che nella vita.

Inoltre, secondo questa logica, se non posso essere il migliore, tanto vale non provare, risultando estremamente demotivante.

Che fare quindi contro questa esasperante enfasi sulla vittoria?

  • IMPARIAMO A FARE RAGIONAMENTI BASATI SU INFORMAZIONI RILEVANTI E SIGNIFICATIVE. Prima di giudicare qualcuno come vincente o perdente, informiamoci.

 

  • IMPARIAMO A RICERCARE LE INFORMAZIONI GIUSTE. Leggiamo, studiamo, informiamoci cercando punti di vista anche differenti tra loro per avere una visione completa.

 

  • METTIAMO I RISULTATI ALL’INTERNO DI UN CONTESTO PIÙ AMPIO. Banalmente: un’Olimpiade non è il torneo dell’oratorio, ci sono atleti che provengono da tutto il mondo!

 

  • ACCETTIAMO LA FRUSTRAZIONE E LA RABBIA CHE ARRIVANO IN CASO DI FALLIMENTO. Sono emozioni che ci stanno e che si possono utilizzare per ricerca un miglioramento personale per il futuro.

 

  • INCENTIVIAMO LE PERSONE A DARE IL LORO 100%, INDIPENDENTEMENTE DAL LORO RISULTATO MOMENTANEO. Molte persone di successo, atleti compresi, hanno fallito agli inizi della loro carriera e solo la mentalità di continuare ad impegnarsi, imparando dagli errori, ha permesso a loro di crescere.children-1194588_1920

 

Jacques Attali, nella sua interessante riflessione, chiude con la speranza di

“un mondo di reciproco rispetto ed aiuto, in cui i vincitori vengano ricompensati con l’aiuto verso gli altri, in particolare chi arriva ultimo”.

L’idea è quindi quella di valorizzare la competenza e la bravura come elemento di contagio per aiutare il mondo, sportivo ed extra-sportivo, a crescere e migliorare.

Il team di Forma Mente Sport crede molto in messaggi come questo, in cui lo Sport sia stimolo di miglioramento per le persone e per il mondo che ci circonda.

Alessandro Todeschi
Alessandro Todeschi
Sono uno Psicologo dello Sport. Credo nella forza delle persone, dell'ironia e nel potere del gioco.

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